Dipartimento di Lettere e Filosofia

Conferenza / Incontro
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camera dei Giganti di Giulio Romano

Immergersi nel finimondo:

la camera dei Giganti di Giulio Romano

19 Marzo 2026 , ore 14:00
Aula 117
Ingresso libero
Organizzato da: Stefania Caliandro
Destinatari: Tutti/e
Contatti: 
Staff del Dipartimento di Lettere e Filosofia
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camera dei Giganti di Giulio Romano

L’arte è oggi, in generale, in costante dialogo con l’immersività. E l’immersività attuale costruisce “costellazioni” che, come scriveva Benjamin, mettono in scena dinamicamente “la storia dell’arte [come] la storia delle profezie [...] che può essere scritta solo a partire dal punto di vista di un presente immediato”. Nell’ambito della storia dell’arte è d’obbligo rievocare un ambiente completamente manierista in cui la “pittura” crea – senza l’ausilio di particolari strumentazioni – un’immersione quasi totale, agendo pienamente sulla dimensione passionale. Il caso in questione è la Camera dei Giganti, realizzata da Giulio Romano tra il 1532 e il 1536 a Palazzo Te a Mantova. Uno straordinario artificio
illusionistico che catapulta gli spettatori nel cuore dell’evento rappresentato, per produrre in loro un senso di stupore e di partecipazione che va ben oltre la “cornice”.

 

Lucia Corrain

Laureata in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo all’Università di Bologna con i professori Omar Calabrese e Umberto Eco, ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia dell’arte evinto, l’anno successivo, una borsa biennale post-dottorato in Scienze dell’Antichità Filologico-letterarie e Storico-artistiche. Dopo numerose esperienze di docenza (Milano, Siena, Ravenna), nel 1998 vince il concorso di ricercatore, con afferenza al Dipartimento di Arti Visive dell’Università di Bologna. Nel 2015 diviene professore associato presso l’Alma Mater Studiorum. Dal 2022 insegna al Dipartimento Beni Culturali del campus di Ravenna.
I suoi interessi di ricerca si concentrano sul linguaggio delle arti figurative in generale e della pittura in particolare. È referente scientifico del museo di Palazzo Poggi dell’Alma Mater Studiorum. Fa parte del board di numerose riviste (Visible, Carte semiotiche, Il capitale culturale. Studies on the Value of Cultural Heritage, VCS). Ha pubblicato in diverse riviste italiane e internazionali (Versus, Visio, Visible, Degrée, ecc.); tra i suoi libri: Semiotica dell’invisibile. Quadri a lume di notte (1996), Il velo dell’arte. Una rete di immagini tra passato e contemporaneità (2022), La pittura di mercato: il “parlar coperto” nel ciclo Fugger di Vincenzo Campi (2018), Una infinita memoria. Il ciclo di Costantin Brancusi a Targu-Jiu (2024, tradotto in romeno nel 2025). Ha curato Leggere l’opera d’arte II (1994), Semiotiche della pittura (2004), Anacronie. Leggibilità tra passato e presente nel display delle arti (2021), nonché l’edizione italiana di Victor Stoichita, Cieli in cornice e L’immagine dell’altro (2002).

 

L'evento è all'interno del seminario Aesthetics, Semiotics of Art and Visual Culture