La partita a Est: Giappone, Corea e Taiwan, tra Xi e Trump.
Evento della serie Aprire lo sguardo
Se un anno fa ci si interrogava su quali dinamiche potessero intrecciarsi nella scacchiera dell’Asia Orientale, all’ombra del ritorno alla presidenza statunitense di Donald Trump e della sempre maggior preminenza della Cina, tocca oggi constatare che la scacchiera è finita in aria: con un ordine globale basato sulle regole che si sgretola di mese in mese, quale posto rimane per quei paesi fuori dall’ombra?
In Giappone, il partito liberaldemocratico ha conquistato una clamorosa super-maggioranza sotto la guida della ‘iron lady’ Takaichi, preparandosi a intraprendere riforme costituzionali tali da riplasmare l’anima del Sol Levante. In Corea del Sud e a Taiwan, un ambiente internazionale sempre più ostile si scontra con la vivacità di istituzioni democratiche che si scoprono solide, a dispetto di tutto. E la Cina di Xi, sempre più sotto i riflettori, dispiega le ali tra parate militari in grande stile e ammiccamenti a leader occidentali alla ricerca di partner affidabili nel dopo-Trump.
Un anno fa, ci chiedevamo quale margine di manovra potessero avere gli attori dell’Asia Orientale di fronte alle nuove dinamiche tra le due sponde del Pacifico. Oggi, ancora una volta con Giulia Pompili, giornalista del Foglio, torneremo a porci la stessa domanda: quale margine resta per chi tenta di rimanere fuori dall’ombra?