Donne e mafie. Genere, agency e riproduzione del potere criminale
Evento della serie Abitare il mondo
Le organizzazioni mafiose non sono un fenomeno residuale né un'anomalia circoscritta a territori dove il potere degli Stati si fa rarefatto. Si tratta di strutture adattive, capaci di radicarsi nei vuoti, infiltrarsi nell'economia legale e proiettarsi su scala transnazionale con una solidità che sfida sistemi giudiziari, confini e paradigmi interpretativi consolidati. Con la prof.ssa Ombretta Ingrascì, docente di Sociologia della Criminalità Organizzata presso l'Università degli Studi di Milano, si proporrà una lettura della mafia attraverso la prospettiva di genere. Si ripercorrerà l'evoluzione delle organizzazioni criminali di tipo mafioso a partire dagli anni Settanta del Novecento fino al panorama contemporaneo, e dei ruoli femminili all'interno di queste. Muovendo dal superamento di una visione dicotomica che ha a lungo contrapposto la donna-vittima passiva alla donna-complice eccezionale, la lezione intende mostrare come l'analisi di genere costituisca uno strumento analitico imprescindibile per comprendere la mafia nella sua complessità strutturale e culturale. Attraverso l'esame di casi empirici tratti dalla 'ndrangheta e da Cosa Nostra, la lezione argomenterà come incorporare la dimensione di genere non significa semplicemente «aggiungere le donne» all'analisi della mafia, ma rileggere i meccanismi di potere, consenso, trasmissione culturale e riproduzione sociale che rendono le mafie sistemi duraturi e adattivi.