Scritture dal carcere
Stoffa, chiodi, le pareti delle celle, frutta, perfino il sangue e la saliva: mezzi e supporti i più vari, a tratti stupefacenti, per quanto sono ingegnosi, testimonianze concrete e inequivocabili delle pratiche di scrittura carceraria per rompere, almeno idealmente, l’isolamento e soddisfare l’urgenza della comunicazione.
Le indagini dedicate alla dimensione materiale della scrittura carceraria in Antico Regime hanno dimostrato a sufficienza quanto fertile sia tale approccio e quale messe di informazioni possono restituirci gli oggetti stessi della scrittura – supporti e mezzi, appunto –, non solo sulle pratiche dello scrivere, ma anche sul contesto storico complessivo: dall’amministrazione della giustizia penale fino alla storia della mentalità e dei sentimenti.