I funerali di Umberto Bossi: performance della nostalgia e conflitti simbolici.
Abstract
Domenica 22 marzo 2026 a Pontida, si è svolto il funerale di Umberto Bossi, leader storico e padre fondatore della Lega Nord. Sebbene il partito sia profondamente cambiato da quando la Padania era la patria simbolica dei militanti leghisti e Pontida la sua capitale, durante il rito funebre i militanti storici hanno intonato cori identitari, suonato cornamuse ed acceso fumogeni verdi al passaggio della bara, rimettendo in scena repertori simbolici assenti dalla pratica politica contemporanea.
Il funerale si è così configurato come un’arena di conflitto simbolico attorno all’eredità di Bossi, in cui visioni divergenti del passato e del futuro del partito entrano in tensione. Tali divergenze, tuttavia, restano circoscritte al momento liminale: la nostalgia funge da risorsa per definire appartenenze ed esprimere dissenso verso la leadership di Matteo Salvini, senza tradursi in un effettivo riorientamento delle linee politiche della Lega per Salvini Premier.
Il contributo si basa su dati etnografici raccolti in loco durante il rituale, integrati da materiali provenienti da una ricerca più ampia sul cambiamento della cultura politica leghista. Il paper interpreta il rito funebre come una performance della nostalgia, mostrando come il passato riemerga nei momenti liminali, senza tuttavia alterare i confini dell’identità politica contemporanea.
Introduce
Andrea Cossu, Università di Trento