Migrazione forzata e violazioni dei diritti umani in Venezuela: violenza di Stato ed erosione dello Stato di diritto
Abstract
La presentazione analizza la migrazione forzata venezuelana tra il 2024 e il 2025 alla luce dell’inasprimento della repressione statale seguito alle elezioni presidenziali del 28 luglio 2024. Da una prospettiva giuridico-politica e interdisciplinare, si esamina come la persecuzione politica, le detenzioni arbitrarie, la censura e la progressiva erosione dello Stato di diritto abbiano trasformato la migrazione in una strategia di sopravvivenza di fronte alla paura, all'insicurezza giuridica e alla perdita delle garanzie democratiche. Si sostiene inoltre che l’esodo venezuelano non può essere interpretato solo come conseguenza del deterioramento economico o di una crisi umanitaria prolungata, ma come una forma contemporanea di sfollamento forzato di origine politica. Partendo dall'analisi di rapporti internazionali e della letteratura specializzata sull'autoritarismo e la mobilità umana, l'articolo propone le categorie di “Stato fallito-criminale” e “migrazione per disperazione civica” per interpretare una statualità che conserva l'operatività istituzionale mentre indebolisce sistematicamente la cittadinanza, la tutela giuridica e la democrazia.
Discussants
Paolo Boccagni, Università di Trento
Ester Gallo, Università di Trento
Stefano Palestini, Università di Trento
Parole chiave:
Migrazione forzata venezuelana; Stato fallito-criminale; Migrazione per disperazione civica; Diritti umani; Violenza di Stato.