Dipartimento di Lettere e Filosofia

Conferenza / Incontro
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Digiti. Rivista manoscritta n. 6: presentazione

Fanzine Renaissance. Storie, pratiche, archivi e valorizzazione

22 Ottobre 2026 , ore 18:00
Aula 229
Ingresso libero
Organizzato da: Adriana Paolini
Destinatari: Tutti/e
Referente: Adriana Paolini adriana.paolini@unitn.it
Contatti: 
Staff del Dipartimento di Lettere e Filosofia
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Speaker: Duccio Dogheria (Archivi storici, MART)

Per la presentazione del sesto numero di Digiti. Rivista manoscritta dedicato al tema ‘Eccezioni’, la redazione propone l’incontro con Duccio Dogheria (Archivi storici, MART) per un viaggio critico e operativo nell’universo delle fanzine, espressioni editoriali autonome nate ai margini della cultura ufficiale e oggi oggetto di rinnovato interesse sia
storico che estetico.

Sarà l’occasione per conoscere le origini di queste pratiche a partire dalla fine degli anni Settanta, in connessione con le scene punk e post-punk, per approdare alle vivacissime declinazioni contemporanee. Attraverso testimonianze d’epoca e materiali originali, si analizzeranno le pratiche di produzione do-it-yourself, le logiche di distribuzione informale e le comunità che le hanno generate. Ampio spazio sarà dedicato alle estetiche compositive delle fanzine: collage, fotocopia, stencil, tipografia grezza, layout sperimentali e scritture precarie spesso manoscritte, a evidenziare un’urgenza comunicativa che trova riflesso anche nel linguaggio utilizzato, talvolta estremo, ma comunque quasi sempre fortemente ironico. Un focus specifico sarà riservato al progetto di archiviazione delle fanzine del Mart di Rovereto, con esplorazione guidata della Digital Library dedicata a questo patrimonio.

In chiusura, il pubblico verrà coinvolto in un brainstorming collettivo sulle possibili forme di valorizzazione di questi effimeri stampati: mostre, edizioni critiche, piattaforme digitali, condivisioni, fascinazioni, laboratori didattici, riuso creativo e strategie di conservazione attiva. L’obiettivo è restituire alle fanzine il loro statuto di documenti culturali vivi, capaci di dialogare con la ricerca contemporanea e di generare nuove pratiche di condivisione e memoria.