

Uno degli scrittori che meglio rappresenta la nuova narrativa del secondo dopoguerra è senza dubbio Heinrich Böll, percepito ben presto come “coscienza della Germania”. Di Colonia, premio Nobel per la letteratura nel 1972, Böll diventa l’antagonista letterario di Konrad Adenauer nei suoi quindici anni di governo, figura che incarna, concretamente e simbolicamente, l’indignazione contro la vita politica del paese, incapace di chiudere con decisione con il nazismo, in una società del dopoguerra avvelenata dall’eredità tossica e dalla persistenza nazionalsocialista, dal miracolo economico, dalla restaurazione politica nella BRD, dal rapporto Chiesa-Stato. Le opere di Böll raggiungono una grande popolarità perché i suoi personaggi, le vittime e gli oppressi, sono credibili, incarnano modelli in cui il pubblico si identifica attraverso una scrittura lineare, non da ultimo perché Böll si confronta in prima persona con la realtà del suo tempo, partecipando a dibattiti e intervenendo criticamente nelle discussioni su questioni socio-politiche, come il terrorismo marxista della Rote Armee Fraktion, legato al gruppo Baader-Meinhof, nella BRD degli anni Settanta.
Il 10 aprile 2025 alle 12:00, nell’Auditorium del Dipartimento di Lettere e filosofia, il drammaturgo, regista, attore teatrale e di cinema Gianfelice D’Accolti mette in scena una pièce dal titolo Heinrich Böll - l'anarchico gentile, tratta dalla novella di Heinrich Böll Cortesia quando è inevitabile violare la legge (1972), contenuta nella raccolta Vai troppo spesso ad Heidelberg.