Luca Bianchi (Università di Milano), “Dante e la tradizione averroista”
Seminario in occasione della presentazione del volume: “Il pane dei filosofi. Studi su Dante e la tradizione averroista”
Nel secolo scorso Bruno Nardi criticò la “leggenda” del tomismo di Dante e sottolineò l’influenza che l’averroismo aveva esercitato su di lui. Oggi l’alternativa fra un Dante “tomista” e un Dante “averroista” ci pare mal posta, ma resta interessante indagare come egli si confrontò coi testi di Averroè e rielaborò la concezione della filosofia circolante fra i maestri che insegnavano a Parigi e nelle università italiane. I sette saggi raccolti in questo volume mostrano che leggere da questa prospettiva le opere di Dante non solo ci consente di approfondirne alcuni temi cruciali (la natura degli angeli e di Dio, la conoscenza umana e i suoi limiti, la felicità come compito individuale e collettivo), ma ci invita a ripensare la stessa immagine che Dante aveva di sé e che noi abbiamo di lui: Dante si considerava un filosofo? In che senso noi, oggi, possiamo considerarlo tale?
Luca Bianchi è professore ordinario di Storia della filosofia medievale all’Università degli Studi di Milano. Ha pubblicato numerosi studi sulla tradizione aristotelica, la teoria della “doppia verità” e la censura intellettuale fra Medioevo e Rinascimento. Di recente si interessa alla filosofia in volgare, con particolare attenzione a Dante e alla sua ricezione fra Ottocento e Novecento.