Niente è di troppo e niente manca:
sulla traduzione di Réquiem por un campesino español di Ramón J. Sender
L’intervento si propone di riflettere sul lavoro di traduzione del romanzo di Ramón J. Sender (Huesca, 1901 – San Diego, California, 1982) Réquiem por un campesino español, pubblicato di recente in italiano (Requiem per un contadino spagnolo, traduzione, studio e note di Angela Moro, Pisa, ETS, 2025).
Data inizialmente alle stampe nel 1953 con il titolo di Mosén Millán, nel 1960 l’opera venne ripubblicata in edizione bilingue – castigliana e inglese – come Réquiem por un campesino español, titolo più trasparente per il pubblico nordamericano a cui si rivolgeva. All’epoca in esilio ad Albuquerque e professore presso la University of New Mexico, Sender concepì questo breve romanzo come uno “schema della guerra civile spagnola”, per offrire ai suoi studenti una narrazione essenziale, profondamente radicata nella sua Aragona natale e, al contempo, capace di assumere una risonanza universale.
Dopo una presentazione dell’opera, del contesto di stesura e degli espedienti retorici e stilistici attraverso cui l’autore elude una messa in parola diretta della barbarie di cui fu vittima e testimone, l’intervento si soffermerà su alcuni snodi del testo particolarmente significativi dal punto di vista della resa in italiano. In una prospettiva laboratoriale, si proporrà un affondo nelle scelte delicate che l’attività traduttiva comporta: l’opportunità di ricorrere (o meno) a note esplicative; il raffronto con la precedente traduzione italiana – L’attesa di Mosén Millán (traduzione e postfazione di Maria Silvia Malossi, Genova, Marietti, 1986) – e il necessario aggiornamento linguistico e critico; il dialogo con la
versione inglese dell’edizione bilingue; la trasposizione di registri, proverbi, locuzioni ed espressioni popolari.
Profilo bio-bibliografico:
Angela Moro è ricercatrice Tenure Track in Letteratura Spagnola presso il Dipartimento di Promozione delle Scienze Umane e della Qualità della Vita dell'Università San Raffaele di Roma.
In precedenza, è stata assegnista di ricerca in Letteratura spagnola presso il Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica dell’Università di Pisa, dove ha conseguito il titolo di Dottoressa di Ricerca in Discipline Linguistiche e Letterature Straniere (2022), con menzione di Doctor Europaeus. È stata docente a contratto di Letteratura spagnola presso il Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari dell’Università degli Studi di Padova e borsista “Giner de los Ríos” presso l'Universidad de Alcalá (2024). È membro del Grupo de Estudios del Exilio Literario (GEXEL) e della Cátedra del Exilio Literario Republicano (CEXLIR) dell’Universitat Autònoma de Barcelona; partecipa al PRIN Patrimonio Identitario e Memoria Culturale. L’elaborazione del passato attraverso il teatro della Spagna democratica (dal 1975 a oggi) ed è
collaboratrice di redazione della rivista Cuadernos AISPI.
I suoi interessi di ricerca vertono in prevalenza sulla letteratura spagnola della guerra civile e dell’esilio repubblicano del 1939 e sulle relazioni tra intellettuali italiani e spagnoli durante il regime franchista. È autrice di Fuera de lugar. La representación del espacio en la narrativa breve de Max Aub y Ramón J. Sender (Sevilla, Renacimiento, 2022); di recente ha curato la traduzione in italiano di Réquiem por un campesino español, di Ramón J. Sender (Requiem per un contadino spagnolo, Pisa, ETS, 2025).