Potenza civile o potenza mancata? Autonomia e limiti dell’azione esterna europea nel disordine internazionale.
Evento della serie Aprire lo sguardo
Nell’ambito degli studi europei, spesso si parla dell’Unione come una potenza civile, un sui generis nel panorama delle relazioni internazionali: un’entità politica capace di dettare l’agenda della politica internazionale in virtù del proprio peso economico, regolatorio, normativo.
Ma se già nel 2016, Federica Mogherini parlava di resilienza e pragmatismo come nuove pietre angolari dell’azione esterna europea, il crollo delle relazioni transatlantiche e lo sgretolarsi di quel sistema internazionale rule-based che aveva permesso all’UE di esercitare il proprio soft power, hanno mostrato la debolezza endemica reale dell’azione esterna europea.
Con una scena internazionale che parla di nuovo e apertamente il linguaggio della potenza e della forza, ha senso parlare ancora dell’Unione Europea come attore della politica internazionale? Ha mai avuto senso? Esistono oggi degli interessi di politica estera comunitari, o una visione strategica d’insieme è strutturalmente preclusa all’UE?
Nel nuovo mondo di Trump, Xi e Putin, esiste una prospettiva di autonomia strategica per l’Unione Europea, o è condannata a regredire a mero regolatore economico? A questa e a molte altre domande risponderà Gianni Bonvicini, consigliere scientifico dell’Istituto Affari Internazionali e studioso di questioni europee e di politica estera, che offrirà una lettura esperta e critica dei processi sopra descritti. La sua prospettiva permetterà di comprendere meglio non solo dove l’Europa sta andando, ma anche quali competenze, strumenti e scelte politiche saranno necessari per trasformare un potenziale spesso evocato in una capacità d’azione reale.