Collegio Clesio

Conferenza / Incontro
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Cortile del Collegio Clesio

Potenza civile o potenza mancata? Autonomia e limiti dell’azione esterna europea nel disordine internazionale.

Evento della serie Aprire lo sguardo

24 Marzo 2026 , ore 18:30 - 20:00
Palazzo di Sociologia, Via Verdi 26, Trento
Aula Kessler
Organizzato da: Collegio Clesio
Destinatari: Comunità studentesca
Contatti: 
Staff del Collegio Clesio
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Cortile del Collegio Clesio
Speaker: Gianni Bonvicini, consigliere scientifico Istituto Affari Internazionali, e Marco Brunazzo, direttore Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale UniTrento

Nell’ambito degli studi europei, spesso si parla dell’Unione come una potenza civile, un sui generis nel panorama delle relazioni internazionali: un’entità politica capace di dettare l’agenda della politica internazionale in virtù del proprio peso economico, regolatorio, normativo. 

Ma se già nel 2016, Federica Mogherini parlava di resilienza e pragmatismo come nuove pietre angolari dell’azione esterna europea, il crollo delle relazioni transatlantiche e lo sgretolarsi di quel sistema internazionale rule-based che aveva permesso all’UE di esercitare il proprio soft power, hanno mostrato la debolezza endemica reale dell’azione esterna europea.  

Con una scena internazionale che parla di nuovo e apertamente il linguaggio della potenza e della forza, ha senso parlare ancora dell’Unione Europea come attore della politica internazionale? Ha mai avuto senso? Esistono oggi degli interessi di politica estera comunitari, o una visione strategica d’insieme è strutturalmente preclusa all’UE? 

Nel nuovo mondo di Trump, Xi e Putin, esiste una prospettiva di autonomia strategica per l’Unione Europea, o è condannata a regredire a mero regolatore economico? A questa e a molte altre domande risponderà Gianni Bonvicini, consigliere scientifico dell’Istituto Affari Internazionali e studioso di questioni europee e di politica estera, che offrirà una lettura esperta e critica dei processi sopra descritti. La sua prospettiva permetterà di comprendere meglio non solo dove l’Europa sta andando, ma anche quali competenze, strumenti e scelte politiche saranno necessari per trasformare un potenziale spesso evocato in una capacità d’azione reale.

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