Scrittura come trascrizione del divino. Le visioni di Ildegarda di Bingen
In un'epoca in cui la predicazione e l'autorità teologica non erano accessibili alle donne, Ildegarda di Bingen seppe ritagliarsi uno spazio di notevole rilievo pubblico e intellettuale. Questo contributo esamina il suo peculiare approccio all'autorialità, concentrandosi sul concetto di "scrittura come trascrizione del divino". Definendosi una "paupercula foemina" (una fragile donna) e un semplice vaso ricettivo della volontà superiore, Ildegarda trova nell'atto della trascrizione una via per conferire autorevolezza alla propria voce. L'intervento illustrerà come il porsi non quale "autrice", ma come "amanuense" di Dio, abbia rappresentato la chiave attraverso cui Ildegarda è riuscita ad andare oltre i limiti imposti al suo genere, raggiungendo un'autorevolezza spirituale, politica e letteraria del tutto eccezionale per il XII secolo.