

In Apocalittici e Integrati (1964), Eco chiudeva le sue analisi della cultura pop riflettendo sul consumo mediatico dei mostri, aprendo un campo di osservazione recentemente rilanciato da Fabbri (2015) a proposito degli zombie. Qui metteremo all'opera la strumentazione semiotica per dissezionare le forme estetiche del mostruoso, in una esplorazione delle teratologie contemporanee.
bio:
Giacomo Festi, dottore di ricerca in semiotica con Paolo Fabbri, è Senior Lecturer di semiotica presso la Nuova Accademia di Belle Arti (NABA, Milano), dove insegna prevalentemente nell'area di graphic design e comunicazione. Collabora da tempo con la facoltà di Design e Arte della Libera Università di Bolzano, affiancando teoricamente visual designer e designer di prodotto. Propone l'approccio semiotico anche all'interno del Master in Design & Engineering del Politecnico di Milano. Ha pubblicato sulle principali riviste di semiotica tra cui: "“Wildlife Watching Tourism. Una zampata semiotica sul caso trentino dell’orso.”, E/C, 36, 2023; "Per una semiotica fungina. Strutture miceliari nel discorso micologico, antropologico e nel biodesign", Versus, 2/2022.