«Un nobile castello»: Dante e la dimora degli Spiriti Magni nella Divina Commedia
Caso unico in tutta la Divina Commedia, nel Limbo del canto IV dell’Inferno Dante incontra ed entra un castello. Si tratta del castello che ospita i cosiddetti “Spiriti Magni”, cioè quei non-cristiani che non subiscono condanna ultraterrena in ragione degli alti meriti artistici, politici ed intellettuali che li hanno resi famosi in vita. Il castello in questione è tipicamente medievale: è circondato da mura, è protetto da un fossato, include un cortile. Ma nella rappresentazione dantesca l’architettura reale del castello trascolora nella sua figurazione poetica e su di esso si riverbera la nobiltà dei suoi abitanti, con possibili echi biblici, oltre che letterari, nella sottolineatura della gradevolezza e della luminosità del luogo. Ancor più sorprendente è il modo in cui Dante descrive gli abitanti del castello: i poeti escono e rientrano liberamente in esso, tra gli eroi della polis prevale il genere femminile, tre arabo-musulmani figurano tra le fila degli Spiriti Magni.